Nel prologo della Comédie humaine, Honoré de Balzac espone le origini, gli obiettivi e i principi filosofici della sua immensa opera letteraria. L’idea nasce dal confronto tra umanità e animalità, influenzato dalle teorie scientifiche sull’unità della composizione degli esseri viventi formulate da Geoffroy Saint-Hilaire. Balzac osserva che, così come esistono specie zoologiche differenti adattate ai loro ambienti, anche la società produce molteplici “specie sociali”: soldati, avvocati, commercianti, artisti, sacerdoti, poveri e uomini di potere sono tanto diversi tra loro quanto gli animali in natura.
Da questa intuizione nasce il progetto di rappresentare la società francese del XIX secolo come Buffon aveva rappresentato il mondo animale. Tuttavia, la società è ancora più complessa della natura, poiché gli uomini mutano continuamente attraverso passioni, interessi, ambizioni e condizioni sociali. Balzac sostiene che la storia tradizionale ha trascurato la vera storia dei costumi, della vita privata e delle passioni quotidiane. Gli storici hanno raccontato guerre e regni, ma non la vita reale degli individui.
L’autore riconosce in Walter Scott il modello che ha elevato il romanzo a forma di storia filosofica. Scott ha unito dramma, descrizione, dialogo e verità storica, ma non ha collegato organicamente le sue opere. Balzac decide quindi di creare un sistema unitario in cui romanzi e personaggi siano interconnessi, formando un’immensa storia completa della società francese. Egli si definisce non il creatore della società, ma il suo “segretario”, incaricato di registrarne vizi, virtù, passioni e conflitti.
Balzac afferma che il compito dello scrittore non consiste solo nel descrivere i fatti, ma anche nel cercarne le cause profonde e il significato morale. Per questo lo scrittore deve avere principi politici e morali precisi. Egli espone apertamente la propria visione conservatrice: l’uomo non nasce né buono né cattivo, ma la società ne sviluppa qualità e difetti. Il cristianesimo, soprattutto il cattolicesimo, rappresenta secondo lui il principale elemento di ordine sociale, poiché disciplina le passioni distruttive. Monarchia e cattolicesimo sono considerati pilastri inseparabili della civiltà moderna.
Balzac critica l’eccesso di democrazia e il sistema elettivo universale, ritenendo che la famiglia, e non l’individuo, costituisca la vera base della società. Difende inoltre la funzione morale del romanzo contro le accuse di immoralità rivolte ai suoi libri. Secondo lui, rappresentare il male non significa approvarlo: nei suoi romanzi il vizio riceve sempre una punizione umana o divina. La letteratura deve essere vera nei dettagli pur mirando a una visione ideale dell’umanità.
L’autore respinge anche le accuse di materialismo, mostrando interesse per il misticismo, il magnetismo animale e le forze spirituali della mente umana, considerate compatibili con la religione cristiana. Le passioni sono viste come il centro stesso dell’esperienza umana e dell’arte.
Infine, Balzac descrive la struttura della Comédie humaine, divisa in scene della vita privata, provinciale, parigina, politica, militare e di campagna. Attraverso migliaia di personaggi ricorrenti, regioni, classi sociali e ambienti differenti, egli mira a costruire un universo letterario totale capace di rappresentare integralmente la società del suo tempo.